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La cura della Eiaculazione precoce

In base alle cause che stanno alla base della disfunzione, le cure le possiamo dividere in due categorie: Cure di tipo medico-farmacologico e cure psicologiche-comportamentali.

Cure di tipo medico-farmacologico sono indicate quando alla base della disfunzione c’è prevalentemente o esclusivamente un problema di tipo organico accertato  dagli specialisti competenti(Urologi e Andrologi) ; vediamo di analizzarne alcune tra quelle  più frequenti:

  1. Una prima cura di tipo medico-chirurgico si ha quando il paziente è affetto da frenulo corto . Questa è una  condizione anatomica che può condizionare negativamente l’attività sessuale favorendo l’eiaculazione precoce.
    Il frenulo del pene è la piega elastica della pelle che unisce la parte inferiore del glande (testa del pene) con la superficie interna del prepuzio. La sua funzione è quella di aiutare il prepuzio a contrarsi sul glande. Un frenulo corto (noto anche come frenulo breve ) si verifica quando il frenulo del pene è così corto da limitare il movimento che può fare il prepuzio.. Ciò causa disagio durante il rapporto sessuale in quanto durante l’erezione il pene  in particolare il glande rimane incurvato e quindi soggetto ad una sovrastimolazione durante la penetrazione e il rapporto e ciò favorisce quindi  anche  una eiaculazione precoce. In questo caso se il problema non è stato risolto precedentemente in età pediatrica,  la soluzione   una volta diventati adulti, è inevitabilmente chirurgica. Naturalmente dato che le disfunzioni sessuali anche se hanno  una componente organica primaria  hanno comunque sempre anche un risvolto   psicologico  almeno secondario, l’operazione chirurgica di per sé spesso non è risolutiva. Infatti un medico urologo-andrologo che esercita nel mio stesso studio medico con cui ho avuto modo di confrontarmi su un paio di pazienti,   commentando un mio invio a lui di un paziente con presunto frenulo corto  mi confidava che su 10 interventi chirurgici solo 5 cioè il 50% si rivelava risolutivo per la EP e  pertanto bisogna chiedersi  quali possono esserne i motivi. In questa situazione  specifica , bisogna considerare almeno  due aspetti : il primo potrebbe ricondursi ad una    percezione errata persistente  anche dopo l’intervento simile al fenomeno dell “Arto fantasma” ben noto in chirurgia il secondo  aspetto ci riporta  alle dinamiche relative all’ansia in generale  e in particolare all’ansia da prestazione.
    Un arto fantasma è una percezione viva che un arto che è stato eliminato o amputato  è ancora presente nell’organismo e nell’esecuzione delle sue funzioni normali. Più specificamente la Sindrome dell'Arto Fantasma consiste nel persistere della sensazione motoria o sensoriale della presenza di un arto dopo la sua amputazione”. È uno di quei fenomeni psicologici che meglio esprimono la differenza fra fisicità del corpo e la rappresentazione psicologica e soggettiva che ne abbiamo di esso.
    Gli studi suggeriscono che circa il  90 – 98% dei pazienti soffrano dall’arto fantasma subito dopo l’amputazione o la perdita dell’arto.
    Da un punto di vista neurologico, si pensa che ciò accada perchè la corteccia motoria dell’arto amputato continua ad inviare segnali all’arto mancante anche dopo l’amputazione, segnali che verrebbero interpretati dalla corteccia somato-sensoriale anche in assenza di un reale feedback motorio generando in tal modo una sensazione di «fantasma» della presenza dell’arto mancante. Da un punto di vista psicologico dobbiamo  risalire alle origini della psicoanalisi quando  fin dagli inizi dell’800,  gli studi di Charcot e Freud portano a considerare la sindrome dell’arto fantasma come un meccanismo difensivo tale per cui la sensazione allucinatoria dell’arto mancante rappresenterebbe un meccanismo di negazione dell’amputazione subita teso a preservare la rappresentazione del sé corporeo della persona  e a contenere  l’ansia-angoscia  per l’integrità corporea incrinata.
    Pertanto venendo al nostro specifico problema,   è come se persistesse  nella persona operata la rappresentazione mentale di essere dotato ancora di un frenulo corto  e quindi di vivere ancora per un certo periodo come se l’operazione non fosse stata effettuata  comportandosi di conseguenza ancora con un approccio timoroso verso l’intimità.
    Il secondo aspetto  riguarda la natura dell’ansia e specificamente  il fatto che l’ansia da prestazione una volta instauratasi paradossalmente permane comunque anche se la sua causa oggettiva che stava a monte è stata risolta . Infatti è solo l’esperienza positiva ripetuta nel tempo che costringe la nostra mente a operare una “ ristrutturazione cognitiva” e a cambiare la valutazione della situazione ansiogena.     Si tratta di una “regola” generale della mente che riguarda  il nostro comportamento e non solo l’aspetto sessuale; per approfondire l’argomento si rimanda agli articoli sull’ansia pubblicati nel mio sito web. Così ad esempio  se sfortunatamente abbiamo avuto una brutta avventura nel prendere una funivia rimanendo   sospesi nel vuoto per un certo tempo a causa  di problemi tecnici  dell’impianto ma  poi risolti, il timore generato rimarrà anche dopo la risoluzione delle sue cause e non è da escludere che possa subentrare anche  un evitamento  di altre funivie non coinvolte nel disservizio e basate su una diversa tecnologia.
  2. Una seconda condizione-ipotesi di tipo medico riguarda la presunta o reale ipersensibilità del glande da parte della persona affetta da Eiaculazione precoce; in questo caso la terapia si orienta e consiglia il ricorso a creme anestetiche per uso topico.
    Le creme anestetiche per uso topico che contengono lidocaina o procaina diminuiscono la sensibilità del pene e quindi aiutano a ritardare l’eiaculazione. Applicate poco prima del rapporto, vanno tolte appena si sente che il pene ha perso abbastanza sensibilità da poter ritardare l’eiaculazione.
    Alcuni uomini che usano le creme anestetiche per uso topico riferiscono di provare meno piacere, perché la sensibilità risulta ridotta. Anche se vanno tolte prima del rapporto, in alcune ricerche anche le donne riferiscono una diminuzione della sensibilità e del piacere. In rari casi, inoltre, la lidocaina o la procaina possono causare reazioni allergiche.
    Uno strumento simile in uso da molto tempo è il preservativo “ritardante” impregnato cioè di sostanze simili , in questo caso bisogna avere l’avvertenza di indossarlo nel verso giusto altrimenti non solo non si ha l’effetto sperato ma si rischia anche la beffa di “anestetizzare” la vagina della partner complicando ulteriormente il rapporto sessuale.
  3. La cura basata sulla Dapoxetina: la terza  soluzione di tipo medico per la cura della EP che ha avuto ed ha tutt’ora largo seguito nel mondo medico si basa sul presupposto oggettivo  che la serotonina(neurotrasmettitore del sistema nervoso centrale) è un inibitore naturale della eiaculazione e quindi che il paziente affetto da EP non ne dispone in una quantità ottimale  per regolare l’eiaculazione . La cura farmacologica pertanto si traduce di fatto  in una   “manipolazione” dei livelli di  serotonina  attraverso dei farmaci del tipo SSRI che in pratica agiscono per impedire la ricaptazione da parte del nostro organismo della serotonina lasciandone quindi a disposizione in misura maggiore e più adeguata a regolare l’eiaculazione; con una  azione farmacocinetica simile a quella dei  farmaci SSRI usati per contrastare la depressione. Questo è a mio avviso un tema più delicato da analizzare  in quanto se è provato scientificamente sia dalla FDA che dall’EMA che la Dapoxetina, la molecola che sta alla base del farmaco usato per la E.P , funziona effettivamente come ritardante dell’eiaculazione , è il presupposto scientifico poco chiaro che ne sta alla base che ci lascia perplessi. Infatti il presupposto implicito sembra dividere la popolazione maschile sessualmente attiva in due categorie : quella più fortunata che sarebbe stata dotata da madre natura da un livello adeguato-soddisfacente di serotonina o almeno più funzionante  e quella meno fortunata invece che avrebbe una dotazione minore quasi un deficit. Da qui l’esigenza di colmare col farmaco tale carenza con un ragionamento implicito simile alla cura di certe malattie come ad es. il diabete in cui però è scientificamente dimostrato che chi è affetto dal diabete di tipo 1 non produce di per sé l’insulina per un difetto genetico e quindi per forza deve compensare vita natural durante  tale carenza con la medicina . Personalmente credo che anche se potrebbe esserci una parte della popolazione affetta costituzionalmente da tale carenza, quello che non viene adeguatamente valutata è l’interazione tra stress,  emozioni e serotonina che non dipende solo da una dotazione genetica ma da come siamo stati “addestrati” nel corso della vita a gestire le nostre emozioni soprattutto quelle negative ed ansiogene . Qui il riferimento implicito va anche ai meccanismi di difesa di freudiana memoria che accenno solamente perché ci porterebbe ad affrontare un discorso complesso che non può trovare lo spazio su questo articolo dedicato più a dare una panoramica sulle varie strategie terapeutiche più usate e prescritte. Sicuramente può essere utile l’impiego della Dapoxetina in quella  fascia di popolazione maschile affetta da EP di tipo primario che hanno una storia clinica consolidata  ormai da diversi anni e in cui la disfunzione ha messo radici profonde  perché un approccio sessuologico (rieducativo) anche intenso   praticato senza un supporto farmacologico  potrebbe  non bastare a fronteggiare la disfunzione.

Le terapie psicologiche-comportamentali  in questa parte prendiamo in considerazione : la terapia  individuale psicodinamica, la terapia di coppia, la terapia riabilitativa di tipo sessuologico

  1. La Psicoterapia individuale
    Tra tutte le forme di psicoterapia individuale  prendiamo in considerazione brevemente la terapia psicodinamica  che ha origine dalla terapia  psicoanalitica classica e che si è evoluta fino  ai suoi adattamenti più recenti. La terapia psicodinamica rappresenta forse la forma  più complessa, poiché volta a decodificare la psiche del paziente, a scoprire quel “male interiore psichico ” che si riflette esteriormente sul fisico, quel disagio psicologico che impedisce all'uomo di vivere appieno la propria sessualità. Attraverso quest'analisi interiore e questa ricerca di sé, il paziente impara a riconoscere i propri errori e a gestirli: la consapevolezza del problema di base aiuta a rafforzare l'uomo, sia dal punto di vista psicologico, sia fisico, acquisendo così la completa padronanza del proprio corpo. Molti uomini che intraprendono il percorso terapeutico psicodinamico riescono a fare dei propri errori un punto di forza, uno stimolo da cui ripartire da zero, alla ricerca di una sessualità nuova, più” pulita” cioè depurata da ansie, paure e tensioni talvolta totalmente infondate che quasi sempre hanno origine dalle prime precoci esperienze sessuali . La teoria psicoanalitica ha messo in evidenza che  la sessualità non nasce improvvisamente nel passaggio dalla pubertà alla adolescenza ma come ci ha spiegato Freud nei “Tre saggi sulla teoria sessuale”del 1905 ha le sue radici in pulsioni parziali che si manifestano precocemente nella vita dell’individuo già da piccoli .Queste pulsioni  si esprimono inizialmente  con una “sessualità” orale poi anale e più avanti fallica fino ad essere riassunte e riassorbite nella genitalità che dovrebbe rappresentare la caratteristica dominante della sessualità della persona adulta. Naturalmente questa progressione non è lineare può incontrare vari ostacoli che se non superati adeguatamente nel corso dello sviluppo presentano poi “il conto” nella avita adulta quando la sessualità vede il passaggio da una espressione autoerotica ad una genitale  in cui la pulsione sessuale dovrebbe tendere  normalmente a riversarsi su un "oggetto" esterno  rappresentato da un essere umano (di sesso opposto per Freud), allo scopo di giungere alla "meta" costituita dall'unione dei corrispettivi organi genitali (coito) .
  2. La Terapia di coppia
    La terapia di coppia in linea generale, può essere definita come una strategia di trattamento psicoterapeutico che tenta di intervenire in un rapporto di coppia “disfunzionale” ma intenzionato a proseguire. I motivi  più ricorrenti che possono creare dissintonia nella coppia e che a loro volta  possono evolvere in una crisi latente o esplicita  sono :  tradimenti subiti , l’eccessivo legame con le famiglie di origine e/ il mancato distacco di uno dei partner dalla propria famiglia di origine , la gestione del denaro ecc. .una progettualità divergente ecc. . I conflitti o meglio la dissintonia nella coppia impatta  inevitabilmente   sulla intimità della coppia e può portare prevalentemente a un calo del desiderio sessuale o anche  ad altra disfunzione  perché introduce subdolamente uno stato di ansia , o a volte  di avversione verso il/la partener  o di timore del suo giudizio concorrendo alla creazione o al peggioramento di una iniziale difficoltà. Per questi motivi,  c’è una indubbia interferenza che può ostacolare un approccio sereno e la auspicata  fusione nell’atto sessuale tra il sentimento amoroso  e la dimensione pulsionale. La Terapia di coppia può avere un ruolo positivo nella cura della E.P  soprattutto in quelle forme di Eiaculazione precoce definite “Situazionali” quando cioè il disturbo non è generalizzato e presente storicamente nelle varie relazioni sessuali della persona ma si manifestano con una determinata partner o con un determinato e specifico tipo di partner. Va ricordato però che l’esito della terapia di coppia non è sempre  il rilancio della  coppia ma a volte può portare a prendere consapevolezza  che il rapporto tra i partner non è basato su basi solide perché troppo logorato o perché è basato su una progettualità di vita divergente e la disfunzione sessuale ne è semplicemente un sintomo(la punta dell’iceberg) .In questi casi se la relazione disfunzionale  è basata su presupposti tali che non può essere corretta , la terapia deve anche  prevedere la separazione come mezzo per permettere a ciascuno di ritrovare ,dopo la prima inevitabile fase di dolore,  una migliore situazione di benessere personale.
  3. La terapia riabilitativa di tipo sessuologico
    Questo approccio nato inizialmente negli USA con Master & Johnson  è proseguito poi con il significativo contributo della Sessuologa H. Kaplan che pur essendo di formazione psicoanalitica, ha avuto il merito di sapere inglobare nella sua metodologia di lavoro anche i contributi dell’approccio comportamentale differenziando però  e calibrando gli interventi in base alla profondità o meno delle cause ansiogene o emozioni negative “nascoste” che sono alla base delle disfunzioni. La Kaplan  infatti prevede situazioni in cui tali cause sono prevalentemente inconsce e quindi richiedono più un intervento di tipo psicodinamico e situazioni in cui invece i motivi  ,le “contrattitudini” sono più in superfice più riconoscibili e quindi trattabili più con metodi “comportamentali” .Pertanto  La Kaplan è arrivata così per le varie disfunzioni maschili e femminili, a individuare ,  stilare, e praticare un protocollo terapeutico adatto per ogni  disfunzione  e così è avvenuto anche per la cura della E.P . Questo sarà esposto in un articolo successivo  perché essendo lo schema di riferimento principale seguito dallo scrivente , vorrei esporlo seppur sinteticamente nella completezza dei suoi passaggi. Come anticipazione di ciò che verrà esposto per ora possiamo dire che  il protocollo  è fondato sulla idea che il riflesso eiaculatorio essendo sottoposto al controllo del sistema nervoso centrale come ad esempio  il riflesso della minzione, può essere soggetto ad una rieducazione comportamentale che si articola in 5 steps da farsi in coppia partendo dal gradino più facile  basato sulla masturbazione praticata dalla partner al soggetto portatore di E.P per arrivare a quello più difficile che prevede il coito in posizione sovrastante da parte dell’uomo (posizione del missionario) con l’impiego della  tecnica dello stop start finalizzata a permettere al maschio di imparare a  riconoscere le sensazioni che preludono l’orgasmo.

Dr. Fernando Cesarano
Psicologo Psicoterapeuta e Sessuologo Clinico a Gallarate

Dott. Fernando Cesarano

Psicologo, Psicoterapeuta e Sessuologo Clinico a Gallarate
Iscrizione Albo n. 434 gennaio 1990
P.I.
drcesaranof@gmail.com

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